La Battaglia di Gaugamela

La Battaglia di Gaugamela (331 a.C.) Antefatti Dopo aver consolidato il controllo su Asia Minore, Siria ed Egitto con le vittorie di Granico (334 a.C.) e Isso (333 a.C.), Alessandro Magno rifiutò un'offerta di pace di Dario III che includeva metà dell'impero persiano History is Now. Il giovane re macedone aveva ambizioni ben più grandi: voleva conquistare l'intero impero achemenide. Nella primavera del 331 a.C., Alessandro poteva finalmente lasciare il Mediterraneo per colpire il cuore dell'impero achemenide Encyclopedia Britannica. Dario III, consapevole della minaccia mortale, iniziò a radunare un enorme esercito dalle province più remote del suo impero, preparandosi allo scontro definitivo. Dario scelse accuratamente Gaugamela per la sua prossima battaglia contro Alessandro World History Encyclopedia. Il luogo si trovava nelle pianure della Mesopotamia, non lontano dall'antica Ninive (nell'odierno Iraq settentrionale, vicino a Mosul ed Erbil). Dario fece spianare il terreno per dare condizioni ottimali ai suoi 200 carri da guerra History Skills, eliminando ogni irregolarità naturale che potesse ostacolare i suoi carri falcati e la sua numerosa cavalleria. Forze in Campo L'Esercito Macedone L'esercito di Alessandro comprendeva circa 7.000 cavalieri e 40.000 fanti Encyclopedia Britannica, truppe veterane e altamente disciplinate. La forza di Alessandro si basava sulla falange macedone, armata di lunghe sarisse (picche di circa 4 metri), sulla cavalleria dei Compagni (Hetairoi), considerata tra le migliori unità di cavalleria dell'antichità, e sugli ipaspisti, fanteria d'élite che fungeva da collegamento tra falange e cavalleria. L'esercito includeva anche: Cavalleria tessalica comandata da Parmenione sull'ala sinistra Arcieri cretesi e fanteria leggera Mercenari greci Truppe alleate dalla Tracia e Peonia L'Esercito Persiano Dario comandava forze considerevolmente più numerose, con stime che variano da 100.000 fino a 250.000 soldati History is Now. Il suo esercito era un mosaico di popoli provenienti da tutto l'impero: cavalieri battriani, saci, medi, armeni, siriaci, mesopotamici e perfino mercenari indiani con elefanti da guerra. Le forze persiane comprendevano: 200 carri falcati con lame affilate attaccate alle ruote History Skills 15 elefanti da guerra Gli Immortali, guardia personale del re (10.000 uomini) 2.000 opliti mercenari greci Numerosa cavalleria pesante e leggera Arcieri e frombolieri La disparità numerica era evidente, ma Alessandro poteva contare su truppe meglio addestrate, più esperte e con un'eccezionale coesione tattica.Mappa della Battaglia di Gaugamela - Schieramenti InizialiImmagine La Battaglia La mattina del 1° ottobre 331 a.C., i due eserciti si schierarono sulla pianura di Gaugamela. La notte precedente, il generale Parmenione aveva suggerito un attacco notturno per nascondere la differenza numerica e confondere il nemico, ma Alessandro rispose che non si sarebbe abbassato a rubare la vittoria come un ladro Warfare History Network. Alessandro voleva una vittoria chiara e inequivocabile. Lo Schieramento Alessandro dispose le sue forze in modo innovativo: pose la falange al centro, la cavalleria dei Compagni sulla destra sotto il suo comando personale, e affidò l'ala sinistra a Parmenione con la cavalleria tessalica. Alessandro fece qualcosa di diverso: scelse di posizionare la fanteria ad angolo alle estremità di entrambe le ali destra e sinistra, per proteggersi da una possibile manovra di aggiramento dei Persiani World History Encyclopedia. Inoltre, posizionò una seconda linea di riserva dietro il centro. Dario si posizionò al centro del suo schieramento con gli Immortali e i mercenari greci, mentre la cavalleria pesante occupava le ali. I temibili carri falcati erano schierati davanti alle linee persiane. Lo Scontro Quando la battaglia iniziò, Alessandro e i suoi Compagni si spostarono immediatamente verso destra con un angolo obliquo World History Encyclopedia. Questa manovra apparentemente semplice nascondeva un genio tattico: costringeva i Persiani a spostarsi lateralmente per non essere aggirati, allungando progressivamente le loro linee. Dario lanciò i suoi carri falcati, ma incontrarono uno spesso schermo di fanteria leggera macedone, che afferrò le redini dei carri e uccise cavalli e conducenti World History Encyclopedia. Altri carri che raggiunsero la falange furono neutralizzati quando i falangiti aprirono i ranghi, lasciandoli passare per essere poi eliminati da truppe di retroguardia. Mentre Bessus, comandante dell'ala sinistra persiana, cercava di contrastare il movimento di Alessandro verso destra, si creò un varco fatale nel centro dello schieramento persiano. Alessandro, con il suo occhio infallibile per le opportunità tattiche, vide l'apertura e lanciò la carica decisiva con i Compagni, formando un cuneo che penetrò direttamente verso Dario. Perdendo il coraggio, Dario si voltò e fuggì, proprio come aveva fatto a Isso World History Encyclopedia. La fuga del Gran Re provocò il panico tra le truppe persiane vicine, che iniziarono a disperdersi. Tuttavia, sull'ala sinistra macedone la situazione era critica. La cavalleria di Mazaeus aveva attaccato i Tessalici, e gli altri due battaglioni della falange si erano fermati per sostenerli Encyclopedia Britannica. Cavalleria persiana e indiana erano riuscite a penetrare attraverso il varco nella falange, raggiungendo l'accampamento macedone. Ma la seconda linea di fanteria si voltò e li attaccò da tergo. Alessandro, richiamato da Parmenione, interruppe l'inseguimento di Dario e si volse per aiutare l'ala sinistra. Dopo un duro combattimento, anche la cavalleria persiana sulla destra fu dispersa, completando la vittoria macedone. Le Perdite Le cifre sulle perdite variano enormemente nelle fonti antiche, riflettendo probabilmente una combinazione di propaganda macedone e difficoltà reali nel contare i caduti dopo una battaglia così caotica e polverosa. Perdite Persiane: Le fonti antiche riportano numeri enormi: Arriano afferma che oltre 300.000 Persiani furono uccisi e altri catturati World History Encyclopedia, cifre quasi certamente gonfiate. La stima più conservativa delle perdite persiane viene da Curzio Rufo, che dice che 40.000 Persiani persero la vita a Gaugamela Warfare History Network. Questa cifra, sebbene ancora molto alta, è considerata più realistica dagli storici moderni. Perdite Macedoni: Arriano riporta 100 morti macedoni, sebbene Diodoro e Quinto Curzio diano cifre più alte Encyclopedia Britannica. Alessandro stesso affermò che il suo esercito subì circa 500 morti e 5.000 feriti World History Encyclopedia. È una proposizione altamente dubbia che il combattimento in prima linea a Gaugamela potesse essere una semplice scaramuccia per i Macedoni e tuttavia così terribilmente sanguinoso per i Persiani Warfare History Network. Gli storici moderni sospettano che le perdite macedoni fossero sistematicamente sottostimate per ragioni di propaganda, volendo presentare Alessandro e il suo esercito come invincibili. Conseguenze La battaglia di Gaugamela segnò la fine definitiva dell'Impero Achemenide. Dario fuggì in Battriana, dove fu assassinato da Besso nel 330 a.C. Encyclopedia Britannica. Alessandro proseguì la sua marcia trionfale attraverso l'impero persiano, conquistando Babilonia (che si arrese senza combattere), Susa, Persepoli ed Ecbatana, impadronendosi di tesori immensi accumulati in secoli di dominio persiano. La vittoria di Gaugamela non fu solo militare, ma culturale e storica: aprì la strada alla diffusione della cultura ellenistica in tutto il Medio Oriente e l'Asia centrale, dando inizio a un'epoca che avrebbe plasmato la storia del mondo antico per i secoli successivi. Alessandro era ormai incontrastato padrone dell'Asia sud-occidentale.

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