LA BATTAGLIA DI MEGIDDO (1479a.C.)
Quando il Faraone decise di fare il figo e funzionò
“La battaglia di Megiddo non è solo il primo scontro militare documentato della storia. È anche la dimostrazione che già 3500 anni fa esistevano i generali che non ascoltano i consigli dei sottoposti. E, sorpresa: a volte hanno pure ragione.”
Thutmosi III, il Napoleone dell’Antico Egitto (sì, gli storici gli hanno appiccicato questo soprannome millenni prima che Napoleone nascesse), aveva un problemino: una coalizione di 330 principi cananei capitanati dal re di Qadesh che lo aspettava a Megiddo, snodo commerciale strategico. Tipo il casello dell’autostrada dell’epoca, solo che invece di pagare il pedaggio ti tiravano frecce.
Il Giorno della Battaglia
14 maggio, all’alba. Thutmosi si mette in testa alla colonna sul suo carro (perché ovviamente il capo deve fare il main character). Divide l’esercito in tre e attacca. La coalizione canaanita, composta da 330 principi con 330 idee diverse su come combattere, va in tilt più velocemente di un comitato di condominio che deve decidere il colore delle scale.
I nemici fuggono in preda al panico verso Megiddo. Gli abitanti della città, vedendoli arrivare come disperati, li tirano su con corde e vestiti legati insieme. Anecdota epica: immaginatevi il re di Qadesh che viene issato come un sacco di patate mentre i suoi “alleati” urlano «tira più forte!».
L’Assedio e il Bottino da Reality Show
Sette mesi di assedio dopo, Megiddo cade. Il bottino è da far impallidire i vincitori di un talent:
- 924 carri da guerra
- 2238 cavalli
- 200 corazze
- 193 chili tra oro e argento
- La tenda personale del re di Qadesh (arredamento di lusso incluso, presumibilmente)
Curiosità: i numeri delle perdite sono ridicolmente bassi (83 morti e 340 prigionieri per i canaaniti). Probabilmente i cronisti egiziani contavano solo i “pezzi grossi”. Tipo quando al calcetto dici «abbiamo vinto 11-3» ma in realtà erano 7 contro 4 e due gol erano autogol.
Curiosità Extra da Raccontare al Bar
- Il primo “after action report” della storia: Thutmosi fece incidere tutto sui muri dei templi. Marketing militare 2.0.
- La coalizione aveva 330 principi. È come organizzare una riunione di famiglia con tutti i cugini di terzo grado: garantito il casino.
- Thutmosi III fece ben 17 campagne militari. Diciamo che non era il tipo da “lavoro da remoto”.
- Ironia della sorte: la più famosa “prima grande battaglia documentata” è spesso considerata Qadesh (1274 a.C.), ma Megiddo la batte di due secoli. Qadesh però aveva il PR migliore (Ramses II si fece fare propaganda epica sui templi).
In sintesi
Da una parte un esercito professionale, disciplinato e con un capo che non aveva paura di rischiare. Dall’altra una coalizione di 330 capetti litigiosi. Vince sempre l’organizzazione, anche quando il capo decide di fare la strada panoramica stretta.
Morale semi-ironica della storia: a volte devi proprio passare dal passo pericoloso per sorprendere il nemico. O semplicemente perché hai il carisma di farti seguire dai tuoi anche quando proponi l’equivalente antico di «facciamo la statale invece dell’autostrada».
Thutmosi III non solo vinse: scrisse il primo capitolo del manuale di strategia militare. E lo fece con stile.
FONTI: "The Annals of Thutmose III" nel libro:
James Henry Breasted – Ancient Records of Egypt, Volume II
"The Battle of Megiddo" – articolo/saggio di Donald B. Redford (uno dei massimi esperti di storia egizia)

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