L’Assedio di Gerusalemme del 1099: La Conquista della Città Santa nella Prima Crociata
Mappa della Prima Crociata (1096-1099) che mostra la rotta seguita dai crociati fino a Gerusalemme.
Miniatura medievale dell’assedio di Gerusalemme (dal manoscritto della Historia di Guglielmo di Tiro, XV secolo).
Antefatti
La Prima Crociata fu indetta da papa Urbano II nel novembre 1095 al Concilio di Clermont, per aiutare i cristiani d’Oriente contro i Selgiuchidi e liberare i Luoghi Santi. Dopo la vittoria a Nicea (1097), Dorileo e soprattutto il lungo assedio e la conquista di Antiochia (giugno 1098), l’esercito crociato, esausto ma determinato, marciò verso sud lungo la costa mediterranea. Gerusalemme era passata sotto controllo dei Fatimidi egiziani (sciiti) nell’agosto 1098, dopo essere stata selgiuchide. I crociati, guidati da nobili francesi e normanni, arrivarono davanti alle mura il 7 giugno 1099 dopo aver attraversato Tripoli, Beirut, Sidone, Tiro, Acri e Ramla. La città era ben rifornita, mentre i crociati soffrivano per la mancanza d’acqua (solo la fonte intermittente di Siloe).
Forze in campo
- Crociati: All’arrivo a Gerusalemme l’esercito era fortemente ridotto: circa 1.200-1.500 cavalieri e 12.000 fanti. Principali leader: Goffredo di Buglione e suo fratello Baldovino (settore nord), Raimondo IV di Tolosa (settore sud, Monte Sion), Tancredi d’Altavilla, Roberto di Normandia, Roberto II di Fiandra.
- Difensori: Guarnigione fatimide di circa 1.000 soldati professionisti più milizia cittadina (il governatore era Iftikhar al-Dawla). La popolazione totale (musulmani, ebrei e cristiani orientali) era stimata tra 20.000 e 40.000. Fonti crociate come Raimondo d’Aguilers esagerano parlando di “60.000 combattenti” (cifra iperbolica tipica dell’epoca).
La battaglia
L’assedio durò dal 7 giugno al 15 luglio 1099 (circa 5-6 settimane). I crociati costruirono tre grandi torri d’assedio (due a nord, una a sud) con legno trasportato da lontano. Il 8 luglio si svolse una processione penitenziale a piedi nudi intorno alle mura, con predica di Pietro l’Eremita sul Monte degli Ulivi. Un primo assalto generale fallì per mancanza di scale e torri complete. L’assalto decisivo avvenne il 15 luglio (venerdì): la torre di Goffredo di Buglione sfondò le mura settentrionali (primo a salire fu il cavaliere Letoldo); Tancredi entrò subito dopo. A sud, Raimondo di Tolosa prese la Torre di Davide dopo che il governatore si arrese e fu scortato in salvo. I crociati aprirono le porte e dilagarono in città.
Perdite
- Crociati: Perdite moderate, poche centinaia tra morti e feriti gravi durante gli assalti (non ci sono cifre precise, ma le fonti sottolineano che erano “pochi ma valorosi”).
- Difensori e popolazione: Massacro generalizzato di migliaia di musulmani ed ebrei (donne e bambini compresi). Le fonti primarie parlano di “10.000 uccisi solo nel Tempio di Salomone” (Fulcher di Chartres) e descrivono scene apocalittiche: “il sangue arrivava alle ginocchia e alle redini dei cavalli” (citazione biblica da Apocalisse, ripresa da Gesta Francorum e Raimondo d’Aguilers). Gli ebrei furono in gran parte bruciati nella sinagoga principale. Le stime moderne variano (tra 10.000 e 30.000 secondo gli studiosi), ma non esiste consenso preciso perché le fonti medievali sono iperboliche e la popolazione pre-assedio è incerta. Molti corpi furono bruciati fuori dalle mura.
Conclusioni
Il 15 luglio 1099 i crociati raggiunsero l’obiettivo principale della spedizione: la liberazione del Santo Sepolcro. Pochi giorni dopo elessero Goffredo di Buglione come “Advocatus Sancti Sepulchri” (difensore, non re) e Arnolfo di Rohes come patriarca latino. Il governatore fatimide fu risparmiato grazie all’accordo con Raimondo. La vittoria fu consolidata il 12 agosto ad Ascalona contro un esercito egiziano di soccorso. Nacque così il Regno di Gerusalemme, primo degli Stati Crociati in Terrasanta, che durò fino al 1187 (battaglia di Hattin).
Aneddoti e curiosità
- Una colomba catturata portava una lettera che rivelava un complotto nemico (considerato segno divino).
- Visioni e reliquie: apparizioni di sant’Andrea e del vescovo Ademaro di Le Puy (morto ad Antiochia) che incoraggiavano l’assalto.
- Tancredi promise protezione ai civili rifugiatisi nel Tempio (moschea di al-Aqsa), ma i suoi ordini furono ignorati.
- Dopo la conquista, i crociati si divisero le case: “il primo che entrava in una casa ne diventava proprietario”.
- Le fonti cristiane interpretarono la vittoria come miracolo divino e il massacro come “giusto giudizio” per le presunte blasfemie precedenti.
- Il massacro fu così estremo che i crociati dovettero far bruciare i corpi per recuperare i bisanti ingoiati dalle vittime.

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Dovrebbe essere una terra di convivenza tra diverse culture come è la Turchia, solo che gli israeliani fanno da padroni.
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