L’Assedio di Vicksburg (18 maggio – 4 luglio 1863)

fu una delle campagne più decisive della Guerra Civile Americana. Le forze unioniste al comando del Magg. Gen. Ulysses S. Grant conquistarono la roccaforte confederata sul Mississippi, dividendo in due la Confederazione e assicurando all’Unione il controllo permanente del fiume.

Contesto e importanza strategica

Vicksburg, in Mississippi, sorgeva su un alto promontorio che dominava una brusca ansa del fiume Mississippi. Era l’ultima grande fortezza confederata a bloccare la navigazione unionista. Il presidente Abraham Lincoln la definì «la chiave della guerra». La sua conquista avrebbe completato il Piano Anaconda, isolando Arkansas, Texas e Louisiana dal resto della Confederazione e aprendo il fiume alle linee di rifornimento dell’Unione fino al Golfo del Messico.

Mappe della campagna completa di Vicksburg (marzo-luglio 1863) che mostrano le brillanti manovre di Grant a sud della città, gli attraversamenti a Bruinsburg e l’avanzata che intrappolò l’esercito di Pemberton.

La campagna che portò all’assedio

L’Armata del Tennessee di Grant (circa 77.000 uomini) attraversò il Mississippi a sud di Vicksburg, a Bruinsburg, il 30 aprile. Con una serie di vittorie fulminee (Port Gibson, Raymond, Jackson, Champion Hill, Big Black River Bridge) isolò l’Armata del Mississippi confederata del Lt. Gen. John C. Pemberton (circa 33.000 uomini). Il 18 maggio Grant aveva già circondato Vicksburg da terra, mentre le cannoniere del contrammiraglio David D. Porter controllavano il fiume.

L’assedio vero e proprio (18 maggio – 4 luglio)

Dopo due assalti diretti falliti (19 e 22 maggio) che costarono pesanti perdite unioniste, Grant passò a un assedio regolare. I soldati scavarono trincee e parallele sempre più vicine alle linee nemiche, fecero esplodere mine sotto i ridotti chiave (25 giugno e 1° luglio) e sottoposero la città a un bombardamento continuo di artiglieria e cannoniere. Civili e soldati vissero nelle grotte e soffrirono la fame.

Vicksburg | May 19, 1863 | American Battlefield Trust

Mappa tattica dettagliata dell’assalto del 19 maggio 1863 con le posizioni dei corpi unionisti e le difese confederate intorno a Stockade Redan e al Terzo Redan della Louisiana.

La resa

All’inizio di luglio i confederati erano senza cibo e munizioni. Il 3 luglio Pemberton chiese i termini; Grant pretese inizialmente la resa incondizionata, ma accettò la libertà sulla parola per non dover sfamare 30.000 prigionieri. Alle 10 del mattino del 4 luglio 1863 la guarnigione confederata uscì e depose le armi. La città si arrese proprio il Giorno dell’Indipendenza: un colpo psicologico devastante per il Sud. Cinque giorni dopo cadde anche Port Hudson, completando il controllo unionista dell’intero Mississippi.

Illustrazioni contemporanee dell’assedio e della resa (4 luglio 1863).

Perdite e conseguenze

  • Unionisti (campagna + assedio): circa 10.142 totali (4.835 solo nella fase d’assedio).
  • Confederati: circa 32.697 (di cui 29.495 prigionieri sulla parola).

La vittoria trasformò Grant in eroe nazionale e portò direttamente alla sua promozione a comandante di tutti gli eserciti unionisti nel 1864. Insieme alla sconfitta confederata a Gettysburg del giorno prima, il 4 luglio 1863 è considerato il punto di svolta della Guerra Civile. Lincoln scrisse in seguito: «Il Padre delle Acque scorre di nuovo senza ostacoli verso il mare».

Ulysses S. Grant durante la campagna:

Oggi il sito è preservato come Vicksburg National Military Park, dove si possono percorrere le trincee, vedere i cannoni e seguire esattamente le linee dell’assedio. La caduta di Vicksburg resta una delle operazioni militari più brillanti e decisive della storia americana.

Anecdoti e curiosità

Prima di tutto, qualche chicca che rende questa storia ancora più viva (e a volte surreale):

  • La “Città dei cani della prateria”: i civili di Vicksburg scavarono più di 500 grotte nelle colline per sfuggire ai bombardamenti continui. I soldati unionisti, vedendo la gente sbucare come marmotte, la ribattezzarono ironicamente “Prairie Dog Village”. Un intero quartiere sotterraneo fatto di famiglie, bambini e… topi da mangiare!

Battle of Vicksburg: Siege, Battlefield & Park | HISTORY

  • Niente 4 luglio per 81 anni: la città si arrese proprio il 4 luglio 1863. Per generazioni i residenti rifiutarono di festeggiare l’Indipendenza: «Non si celebra il giorno del saccheggio e del terrore». Solo nel 1945, dopo la Seconda Guerra Mondiale, Vicksburg tornò a sventolare le bandiere con il resto dell’America.

File:Siege of Vicksburg-13, 15, & 17 Corps, Commanded by Gen. U.S. Grant, assisted by the Navy under Admiral Porter-Surrender, July 4, 1863 LCCN91481552.jpg - Wikimedia Commons

  • Il cammello confederato Old Douglas: tra le tombe del cimitero di Vicksburg c’è quella di un cammello! “Old Douglas” era una bestia da soma dell’esercito sudista, diventato mascotte e veterano. Oggi ha una lapide con bandiera confederata e disegno di cammello: l’unico “soldato a gobbe” della Guerra Civile.

  • Il whiskey di Grant: quando i politici accusavano Ulysses S. Grant di essere un ubriacone, Lincoln rispose secco: «Ditemi che marca di whiskey beve Grant, che ne mando un barile a tutti gli altri generali!». L’“alcolizzato” che secondo i pettegoli non combinava nulla… conquistò Vicksburg e spaccò la Confederazione in due.
  • La data scelta apposta: il generale Pemberton si arrese proprio il 4 luglio sperando in termini più generosi «in nome della festa nazionale». Risultato? Umiliazione doppia e un boicottaggio cittadino durato quasi un secolo.

L’Assedio di Vicksburg (18 maggio – 4 luglio 1863) fu una delle campagne più decisive della Guerra Civile Americana. Le forze unioniste al comando del Magg. Gen. Ulysses S. Grant conquistarono la roccaforte confederata sul Mississippi, dividendo in due la Confederazione e assicurando all’Unione il controllo permanente del fiume.

Considerazioni finali

E adesso la morale, servita con un sorriso amaro.

Immaginate: Vicksburg era la “Gibilterra del Mississippi”, considerata inespugnabile, con cannoni che dominavano il fiume e bluff alti 100 metri. Risultato? Cade senza un ultimo assalto epico… per fame. Grant, invece di buttarsi contro le mura, fa il giro largo, taglia i rifornimenti e aspetta. Morale della favola: a volte il genio militare più grande è semplicemente… girare le spalle al nemico e lasciarlo cuocere nel suo brodo.

E la data? Arrendersi il 4 luglio, il giorno in cui l’America festeggia la libertà, è un’ironia degna di un romanzo di Mark Twain. I sudisti scelgono apposta quella data per “nobiltà” e finiscono per regalare al Nord il colpo di grazia psicologico. Risultato: per 81 anni Vicksburg boicotta la propria festa nazionale. Un po’ come perdere la finale di Champions League proprio il giorno del tuo compleanno e decidere di non festeggiare più i compleanni.

Infine Grant, l’uomo che tutti dipingevano come un ubriacone incapace. Lincoln lo difende con una battuta geniale, e lui risponde vincendo la campagna che spezza la schiena alla Confederazione. Morale? I pettegolezzi da salotto contano zero: contano i risultati. E i risultati dicono che l’“alcolizzato” diventò eroe nazionale, futuro presidente, mentre i generali “perfetti e sobri” accumulavano sconfitte.

Vicksburg non fu solo una vittoria militare: fu una lezione di strategia, di ironia della storia e di quanto sia stupido sottovalutare un uomo con una bottiglia… e un cervello.

Fonti: Le Personal Memoirs of U.S. Grant (1885-1886), scritte dallo stesso Ulysses S. Grant

Il sito ufficiale del Vicksburg National Military Park (National Park Service – nps.gov).

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https://cronachedibattaglia.altervista.org/ulysses-s-grant/

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