Reggiane Re.2002 Ariete: il cacciabombardiere italiano arrivato quando ormai era tardi
Derivato dal Re.2000 e dal Re.2001, con motore radiale Piaggio e buona capacità di carico. Un aereo decente che avrebbe potuto fare di più… se solo ne avessero prodotti di più e prima.
Reggiane Re 2002 Co-Belligerent Air Force
Dopo il Re.2000 e il Re.2001, le Officine Meccaniche Reggiane di Reggio Emilia non si fermarono. Roberto Longhi e Antonio Alessio, i due progettisti di riferimento, decisero di tornare al motore radiale. Il motivo era semplice e un po’ triste: i preziosi Daimler-Benz DB 601 (e le loro copie Alfa Romeo) andavano quasi tutti al Macchi C.202. Per il Re.2001 ne restavano pochi. Meglio allora affidarsi a un radiale italiano, anche se meno raffinato.
Nacque così il Re.2002 “Ariete”.
Sviluppo e caratteristiche
Il prototipo volò nell’ottobre 1940, convertendo sostanzialmente una cellula di Re.2000. L’ala fu rivista (serbatoi protetti, finalmente), la fusoliera rinforzata e sul muso comparve il Piaggio P.XIX RC.45 “Turbine”, un 14 cilindri a doppia stella da 1.175 CV. Sulla carta era una potenza rispettabile. Nella pratica il motore si rivelò capriccioso, soggetto a surriscaldamenti e poco affidabile. Un classico delle produzioni italiane di quegli anni: bel progetto, motore che fa i capricci.
L’armamento fisso restava quello già visto sul Re.2001: due mitragliatrici da 12,7 mm in fusoliera e due da 7,7 mm nelle ali. Il vero punto di forza era il carico offensivo: poteva portare una bomba ventrale fino a 650 kg e due bombe alari da 160 kg ciascuna, per un totale teorico vicino alla tonnellata. Non male per un monomotore italiano del 1942-43.
La Regia Aeronautica ordinò prima 200 esemplari, poi alzò le richieste. Alla fine ne furono completati tra i 220 e i 250 circa (le fonti oscillano). Non tantissimi, ma più del Re.2001. Fu, tra i modelli Reggiane, quello prodotto in maggior numero (escludendo i Re.2000 costruiti su licenza in Ungheria).
Reggiane Re.2002
Impiego operativo
I primi esemplari cominciarono ad arrivare ai reparti nel 1942, ma solo nel 1943 si raggiunsero numeri operativi decenti. Equipaggiarono soprattutto il 5° e il 50° Stormo. Il debutto serio arrivò con lo sbarco alleato in Sicilia nel luglio 1943. I Re.2002 furono usati in missioni di attacco al suolo e antinave, con qualche successo (tra cui il danneggiamento o l’affondamento di navi da trasporto). Pagarono però un prezzo alto: in pochi giorni le perdite furono consistenti, sia in aria che a terra.
Dopo l’8 settembre 1943 una quarantina di esemplari restarono operativi. Alcuni passarono all’Aeronautica Cobelligerante, altri finirono in mano tedesca. La Luftwaffe li usò soprattutto in Francia, in azioni contro i partigiani (incluso il Vercors nel 1944). Un destino un po’ inglorioso per un aereo nato come cacciabombardiere di prima linea.
I tedeschi avevano anche ordinato una versione con motore BMW 801 (quello del Fw 190), ma lo stabilimento Reggiane fu pesantemente bombardato nel gennaio 1944 e la produzione si interruppe.
Aneddoti e curiosità
- Il nome “Ariete” (Ram) suona aggressivo e adatto a un assaltatore. Meglio di “Falco”, tutto sommato.
- Il motore Piaggio fu il vero tallone d’Achille. Affidabilità scarsa, messa a punto lunga, ritardi continui nelle consegne. Longhi avrebbe preferito il radiale, ma forse avrebbe fatto meglio a insistere per più DB 601.
- Nonostante i problemi, i piloti che lo usarono in Sicilia lo trovarono abbastanza robusto e capace di tornare alla base anche con danni.
- I tedeschi lo apprezzarono abbastanza da volerne centinaia, ma la realtà industriale italiana e i bombardamenti decisero altrimenti.
- Esisteva anche il progetto Re.2003, versione biposto da ricognizione derivata dal 2002. Ne volò un solo prototipo.
- Esteticamente ricordava un po’ i caccia americani di Seversky/Kartveli (P-35 e simili). Non è un caso: Longhi aveva lavorato negli Stati Uniti e aveva portato con sé certe idee.
Reggiane Re 2002 Luftwaffe
Considerazioni finali
Il Reggiane Re.2002 è l’ennesimo “quasi” dell’aviazione italiana. Aveva una cellula robusta, un buon potenziale come cacciabombardiere e una capacità di carico interessante. In Sicilia dimostrò di poter fare del danno. Purtroppo arrivò tardi, in numeri insufficienti e con un motore che non convinceva nessuno.
Se fosse stato disponibile in quantità nel 1942, avrebbe potuto dare un contributo più serio nelle battaglie del Mediterraneo. Invece si ritrovò a combattere quando la superiorità aerea alleata era già schiacciante e l’Italia era ormai al collasso.
Come spesso accade con i Reggiane, il talento progettuale c’era. Mancavano l’organizzazione industriale, la continuità produttiva e motori affidabili in quantità. Risultato: un aereo discreto, stimato da chi lo volò, ma destinato a restare una nota a margine della guerra aerea.
L’Ariete montò la carica… ma arrivò quando il campo di battaglia era già stato preso da altri.
| Versione / Variante | Motore | Potenza | Velocità max | Armamento fisso | Carico bellico | Equipaggio | Note principali | Esemplari (circa) |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Re.2002 Prototipo | Piaggio P.XIX RC.45 | 1.175 CV | ~530 km/h | 2×12,7 mm + 2×7,7 mm | — | 1 | Primo volo ottobre 1940 (da cellula Re.2000) | 1-2 |
| Re.2002 Serie (standard) | Piaggio P.XIX RC.45 “Turbine” | 1.175 CV | 530 km/h a 5.500 m | 2×12,7 mm + 2×7,7 mm | Bomba ventrale fino a 650 kg + 2×160 kg | 1 | Versione principale da caccia/cacciabombardiere | ~200-220 |
| Re.2002 Assalto / Picchiata | Piaggio P.XIX RC.45 | 1.175 CV | simile | 2×12,7 mm + 2×7,7 mm | Ottimizzato per bombardamento in picchiata | 1 | Circa 18 esemplari modificati | ~18 |
| Re.2002 bis | Piaggio P.XIX RC.45 | 1.175 CV | simile | come serie | — | 1 | Ala del Re.2005 (sperimentale, poi riconvertito) | 1 |
| Re.2002 (Luftwaffe) | Piaggio P.XIX RC.45 | 1.175 CV | simile | come serie | come serie | 1 | Esemplari usati dai tedeschi dopo l’armistizio | ~50-60 |
| Re.2002 (progetto BMW 801) | BMW 801 (previsto) | ~1.600 CV | superiore (teorica) | previsto simile | — | 1 | Versione tedesca mai realizzata (bombardamenti 1944) | 0 |
| Re.2003 (derivato) | Piaggio P.XIX | 1.175 CV | inferiore | ridotto | — | 2 | Versione biposto da ricognizione (solo prototipo) | 1 |
Dati dimensionali comuni
- Apertura alare: 11,00 m
- Lunghezza: 8,16 m
- Altezza: 3,15 m
- Superficie alare: 20,40 m²
- Peso a vuoto: 2.390 – 2.400 kg
- Peso massimo al decollo: 3.240 kg
- Autonomia: circa 1.100 km
- Tangenza pratica: 10.500 – 11.000 m
Nota
La produzione totale si attesta intorno ai 220-250 esemplari. Le cifre esatte variano leggermente a seconda delle fonti perché alcuni aerei furono completati dopo l’armistizio o convertiti.
FAQ – Reggiane Re.2002 Ariete
1. Quando volò per la prima volta?
Ottobre 1940.
2. Quanti esemplari furono costruiti?
Intorno ai 220-250.
3. Qual era il motore?
Piaggio P.XIX RC.45 “Turbine” da 1.175 CV (radiale a 14 cilindri).
4. Qual era il suo ruolo principale?
Cacciabombardiere / assaltatore, con buona capacità di carico bellico.
5. Dove fu impiegato?
Principalmente in Sicilia nel luglio 1943 e, dopo l’armistizio, da tedeschi e cobelligeranti.
6. Perché non ebbe più successo?
Arrivò tardi, il motore era inaffidabile e la produzione restò limitata.
FONTI:
https://www.militaryfactory.com/aircraft/detail.php?aircraft_id=937
Scheda completa con sviluppo, produzione, impiego e dati tecnici.
https://www.historyofwar.org/articles/weapons_reggiane_re2002.html
Resoconto chiaro e sintetico sulla storia operativa e le caratteristiche.




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