Battaglia di Midway: il giorno in cui quattro portaerei giapponesi andarono a fondo in cinque minuti

4 giugno 1942. Intelligenza americana, decisione sbagliata di Nagumo, bombardieri in picchiata arrivati al momento giusto e la fine dell’invincibilità della Kidō Butai.

Collage di varie foto sulla battaglia di Midway.


Nel giugno 1942 la guerra del Pacifico aveva sei mesi. I giapponesi avevano conquistato quasi tutto quello che volevano: Pearl Harbor, Filippine, Malesia, Indie Olandesi, e a maggio avevano appena combattuto (e sostanzialmente perso strategicamente) al Mar dei Coralli. Ora Isoroku Yamamoto voleva la grande battaglia decisiva. L’obiettivo era Midway, un atollo insignificante a metà strada tra Asia e America, ma perfetto come esca. Se gli americani fossero intervenuti per difenderlo, la Kidō Butai – le quattro portaerei d’élite Akagi, Kaga, Sōryū e Hiryū – li avrebbe annientati.

Il piano era elegante sulla carta e complicato nella realtà. Una forza avrebbe attaccato le Aleutine per distrarre. Il grosso avrebbe preso Midway e aspettato che la flotta americana sbucasse per farsi distruggere. Yamamoto, a bordo della Yamato, sarebbe rimasto indietro con le navi da battaglia, pronto a dare il colpo di grazia.

Gli americani, però, sapevano quasi tutto. Grazie al lavoro di crittanalisi di Station Hypo a Pearl Harbor (Rochefort e compagnia), conoscevano l’obiettivo, le date approssimative e la composizione delle forze. Nimitz mandò le tre portaerei che aveva: Enterprise e Hornet (Task Force 16 di Spruance) e la Yorktown, riparata in tempo record dopo i danni del Mar dei Coralli (Task Force 17 di Fletcher). Non erano tante, ma erano nel posto giusto, al momento giusto, e con l’iniziativa strategica.

La portaerei della U.S. Navy USS Yorktown (CV-5) sotto l'attacco di bombardieri in picchiata giapponesi Aichi D3A provenienti dalla portaerei Hiryu, poco dopo mezzogiorno del 4 giugno 1942, vista dall'incrociatore pesante USS Astoria (CA-34). Un bombardiere imbarcato Aichi Tipo 99 sta precipitando davanti alla nave, con la coda divelta dai colpi ricevuti. Una bomba ha appena colpito l'acqua a poche centinaia di piedi a poppa.


La mattina del 4 giugno

All’alba del 4 giugno le portaerei giapponesi lanciarono il primo attacco contro Midway. Gli aerei bombardarono l’isola, causando danni ma non mettendola fuori combattimento. I difensori americani (Marine e Navy) reagivano con tutto quello che avevano, compresi i vecchi Buffalo e i Vindicator, che pagarono un prezzo altissimo.

Nel frattempo gli aerei da ricognizione americani avevano avvistato la forza di Nagumo. Fletcher e Spruance lanciarono tutto quello che potevano. Qui cominciò il caos tipico delle prime battaglie di portaerei: orari sbagliati, rotte confuse, gruppi che non si ritrovavano.

I siluranti americani (TBD Devastator delle VT-8, VT-6 e VT-3) arrivarono per primi e quasi senza scorta. Furono massacrati dai Zero della copertura aerea giapponese. La VT-8 di Waldron venne praticamente annientata: un solo sopravvissuto, George Gay, che assistette a tutto galleggiando in mare. I siluranti non segnarono quasi nessun centro, ma fecero una cosa fondamentale: tennero i Zero a bassa quota e disorganizzati proprio mentre arrivavano i bombardieri in picchiata.

Un bombardiere da ricognizione Douglas SBD-3 "Dauntless" della U.S. Navy (numero di matricola 4542), appartenente al Bombing Squadron 6 (VB-6) della USS Enterprise (CV-6), dopo l'atterraggio sulla USS Yorktown (CV-5) intorno alle 11:40 del 4 giugno 1942, durante la battaglia delle Midway. L'aereo, danneggiato quella stessa mattina durante l'attacco alla portaerei giapponese Kaga, atterrò sulla Yorktown a causa della scarsità di carburante; andò successivamente perduto insieme alla portaerei. L'equipaggio — il pilota Ensign George H. Goldsmith e l'operatore radio di prima classe James W. Patterson Jr. — si trova ancora nell'abitacolo. Si notino i danni all'impennaggio orizzontale.


I cinque minuti fatali

Intorno alle 10:20-10:30 del mattino, mentre Nagumo stava ancora decidendo se riarmare gli aerei con bombe per un secondo attacco a Midway o con siluri per le portaerei americane appena avvistate, i SBD Dauntless dell’Enterprise e della Yorktown arrivarono dall’alto.

Akagi, Kaga e Sōryū furono colpite quasi contemporaneamente. Le bombe trovarono i ponti pieni di aerei armati e riforniti, hangar pieni di carburante e munizioni. In pochi minuti tre delle quattro portaerei d’élite della Kidō Butai erano roghi incontrollabili. Akagi prese una sola bomba ben piazzata (quella di Dick Best), ma fu sufficiente. Kaga e Sōryū ne presero di più. Le fiamme e le esplosioni secondarie fecero il resto.

La Hiryū, più distante, scampò per il momento. Lanciò due contrattacchi. Il primo danneggiò gravemente la Yorktown. Il secondo la finì (la Yorktown sarebbe affondata il giorno dopo, anche per un siluro di un sommergibile giapponese). Ma gli aerei americani, riuniti, trovarono la Hiryū nel pomeriggio e la trasformarono anch’essa in un rogo. Quattro portaerei giapponesi in un solo giorno.

Scena a bordo della USS Yorktown (CV-5) durante la battaglia delle Midway, nel giugno 1942, poco dopo che la nave era stata colpita da tre bombe giapponesi il 4 giugno 1942. Il fumo denso proviene dagli incendi nei condotti di scarico, causati da una bomba che li aveva perforati mettendo fuori uso le caldaie.


Aneddoti e curiosità

  • Il “Flight to Nowhere” della Hornet: una parte del gruppo aereo della Hornet prese una rotta sbagliata e non partecipò all’attacco decisivo della mattina. Tornarono senza aver visto quasi nulla, con carburante al limite.
  • George Gay, unico superstite della VT-8, galleggiò per ore in mezzo alla battaglia e venne recuperato il giorno dopo. Visse abbastanza da raccontarlo mille volte.
  • Dick Best, pilota della Enterprise, centrò sia Akagi che (secondo alcune ricostruzioni) contribuì contro Hiryū. Poco dopo contrasse una tubercolosi che gli rovinò la carriera e la salute.
  • Nagumo cambiò più volte gli ordini di armamento degli aerei quella mattina. Il risultato fu caos sui ponti e negli hangar proprio quando arrivarono i Dauntless.
  • La Yorktown era stata data per spacciata al Mar dei Coralli. I cantieri di Pearl Harbor la rimisero in mare in tre giorni. Combatté a Midway e venne affondata comunque, ma il tempo guadagnato fu prezioso.
  • I giapponesi persero non solo le navi, ma una quantità enorme di piloti esperti e personale specializzato degli hangar. Quella perdita di “know-how” non venne mai più colmata del tutto.
  • Yamamoto, lontano sulla Yamato, riceveva notizie frammentarie e sempre peggiori. Alla fine non gli restò che ordinare la ritirata.
  • Il mito dei “ponti pieni di aerei pronti al decollo” è stato ridimensionato dagli studi moderni (soprattutto Parshall e Tully): molti aerei erano ancora negli hangar in fase di riarmo. Il risultato, però, non cambiò.

Considerazioni finali

Midway non fu solo una vittoria americana. Fu il momento in cui l’iniziativa strategica nel Pacifico passò definitivamente di mano. Prima del 4 giugno 1942 i giapponesi attaccavano e gli Alleati reagivano. Dopo, furono i giapponesi a dover rincorrere.

La battaglia dimostrò tre cose. Primo: l’intelligenza e la crittanalisi potevano valere quanto una flotta. Secondo: le portaerei e gli aerei imbarcati erano ormai il centro della guerra navale. Terzo: anche la migliore forza d’attacco del mondo poteva essere distrutta in pochi minuti se colta nel momento sbagliato, con gli aerei a terra e le decisioni in ritardo.

I giapponesi persero quattro portaerei, centinaia di aerei e piloti irrecuperabili. Gli americani persero la Yorktown e molti aerei, ma potevano rimpiazzarli. Il Giappone no, non allo stesso ritmo.

C’è chi ama raccontare Midway come un miracolo, un colpo di fortuna, cinque minuti di gloria divina. La realtà è più prosaica e più interessante: buona intelligenza, decisioni americane coraggiose (e a tratti caotiche), errori giapponesi di dottrina e di tempismo, e piloti che, quando arrivarono sopra le portaerei nemiche, non sbagliarono bersaglio.

Il 4 giugno 1942 la Kidō Butai, che aveva seminato panico da Pearl Harbor al Mar dei Coralli, cessò di esistere come forza d’attacco dominante. Il resto della guerra del Pacifico fu, in larga misura, la conseguenza di quella mattina.

E pensare che tutto cominciò per un atollo di sabbia e corallo che, sulla carta, non valeva quasi niente.


FAQ – Battaglia di Midway

1. Quando si svolse la battaglia principale?
4 giugno 1942 (con azioni il 5 e 6 giugno).

2. Quali portaerei giapponesi furono affondate?
Akagi, Kaga, Sōryū e Hiryū.

3. Quale portaerei americana fu affondata?
La Yorktown (danneggiata dagli aerei della Hiryū e finita da un sommergibile).

4. Perché gli americani sapevano dell’attacco?
Grazie al lavoro di crittanalisi di Station Hypo a Pearl Harbor, che aveva decifrato parti del codice navale giapponese.

5. Quale fu l’errore decisivo di Nagumo?
I continui cambiamenti di armamento degli aerei (bombe per Midway o siluri per le portaerei) che lasciarono i ponti e gli hangar vulnerabili proprio al momento dell’attacco dei Dauntless.

6. Perché Midway è considerata una svolta?
Perché segnò la fine dell’iniziativa strategica giapponese nel Pacifico e l’inizio della fase in cui gli Stati Uniti potevano attaccare invece di solo reagire.

FONTI:

  • Jonathan Parshall & Anthony Tully – Shattered Sword: The Untold Story of the Battle of Midway (2005)
    Lo studio di riferimento moderno. Usa massicciamente fonti primarie giapponesi e corregge molti miti consolidati (compresi quelli derivati dal racconto di Fuchida).
  • John B. Lundstrom – The First Team: Pacific Naval Air Combat from Pearl Harbor to Midway (Naval Institute Press)
    Analisi dettagliatissima delle operazioni aeree americane nei primi mesi di guerra, con ampio spazio a Midway e al comportamento dei gruppi imbarcati.
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