Saladino
Salah ad-Din Yusuf ibn Ayyub (Saladino)

Salah ad-Din Yusuf ibn Ayyub, noto in Occidente come Saladino, nacque intorno al 1137 o 1138 a Tikrit, nell'odierno Iraq, in una famiglia di origini curde. Suo padre, Najm ad-Din Ayyub, era un ufficiale militare al servizio dei Selgiuchidi, e la famiglia si trasferì presto a Baalbek e poi a Damasco, dove Saladino crebbe in un ambiente di corte islamica. Fin da giovane, ricevette un'educazione completa, studiando il Corano, la teologia, l'astronomia, la matematica e il diritto islamico, che formarono il suo carattere pio e intellettuale. Non era inizialmente destinato a una carriera militare di spicco; anzi, fonti storiche lo descrivono come un giovane più incline agli studi religiosi che alle armi, ma le circostanze lo portarono a emergere come uno dei più grandi leader militari del Medioevo. La sua ascesa iniziò negli anni '60 del XII secolo, quando entrò al servizio dello zio Shirkuh, un comandante sotto Nur ad-Din, il sovrano zengide di Siria. Insieme, parteciparono a diverse campagne in Egitto per contrastare i Fatimidi sciiti e i Crociati franchi, che controllavano parti del Levante dopo la Prima Crociata.
La prima fase significativa della vita di Saladino fu legata all'Egitto. Nel 1164, Shirkuh e Saladino condussero una spedizione per difendere il califfato fatimide dalle incursioni crociate. Saladino si distinse in battaglie come quella di Babayn, dove le forze musulmane respinsero un attacco crociato. Nel 1169, dopo la morte del visir Shawar, Shirkuh divenne visir d'Egitto, ma morì poco dopo, lasciando il posto a Saladino, che aveva solo 31 anni. Come visir, Saladino consolidò il potere sunnita in Egitto, sopprimendo ribellioni sciite e proclamando fedeltà al califfato abbaside di Baghdad nel 1171, ponendo fine alla dinastia fatimide. Questo gli permise di riformare l'esercito egiziano, introducendo truppe curde e turche fedeli, e di fortificare Il Cairo con nuove mura e la Cittadella, che divenne un simbolo del suo regno. In questi anni, Saladino mostrò astuzia politica: evitò conflitti diretti con Nur ad-Din, suo signore nominale, ma ampliò il suo controllo su Yemen e Nubia, creando una base economica solida grazie alle tasse e al commercio.
Dopo la morte di Nur ad-Din nel 1174, Saladino colse l'opportunità per espandersi. Marciò su Damasco, che conquistò senza spargimenti di sangue, proclamandosi tutore dell'erede minorenne di Nur ad-Din. Negli anni successivi, unificò la Siria e la Mesopotamia superiore, sottomettendo città come Hama, Homs e Aleppo attraverso una combinazione di diplomazia e forza militare. Battaglie chiave inclusero quella contro gli Zengidi a Tell al-Sultan nel 1176, dove sconfisse un'alleanza ostile, e la campagna contro i Crociati nel 1177, culminata nella sconfitta crociata a Montgisard, dove Saladino subì una rara battuta d'arresto per mano di Baldovino IV di Gerusalemme. Tuttavia, si riprese rapidamente, firmando tregue e ricostruendo le sue forze.
Il culmine della carriera di Saladino fu la jihad contro i regni crociati. Nel 1187, dopo provocazioni come l'attacco di Reynald de Châtillon a una carovana musulmana, Saladino radunò un grande esercito e invase il Regno di Gerusalemme. La battaglia decisiva fu quella dei Corni di Hattin il 4 luglio 1187, vicino al lago di Tiberiade. Saladino attirò l'esercito crociato, guidato da Guido di Lusignano, in una trappola: bloccò le fonti d'acqua durante una marcia estenuante nel caldo estivo, poi attaccò con cavalleria leggera e arcieri. I Crociati, assetati e stanchi, furono annientati; Reynald fu giustiziato personalmente da Saladino per le sue atrocità passate, mentre Guido fu risparmiato. Questa vittoria aprì la strada alla riconquista di Gerusalemme l'ottobre dello stesso anno, dopo un assedio in cui Saladino mostrò clemenza, permettendo ai difensori di arrendersi con un riscatto modesto, evitando il massacro che i Crociati avevano perpetrato nel 1099. Saladino riconquistò anche Acri, Tiro e altre fortezze, riducendo i possedimenti crociati a poche enclavi costiere.
La Terza Crociata (1189-1192), lanciata da re come Filippo II di Francia e Riccardo Cuor di Leone d'Inghilterra, mise alla prova Saladino. Nel 1191, difese Acri durante un assedio brutale, ma la città cadde dopo mesi di combattimenti. Saladino affrontò Riccardo in battaglie come Arsuf, dove subì una sconfitta tattica ma mantenne la coesione dell'esercito. Nonostante le perdite, Saladino usò tattiche di guerriglia, logorando i Crociati con incursioni e interruzioni di rifornimenti. Un aneddoto famoso illustra la sua cavalleria: quando Riccardo si ammalò, Saladino gli inviò frutta fresca e ghiaccio dalle montagne, un gesto di umanità in mezzo alla guerra. Un'altra curiosità è che Saladino e Riccardo si rispettavano mutualmente; non si incontrarono mai di persona, ma negoziarono tregue, culminate nel Trattato di Jaffa nel 1192, che permise ai pellegrini cristiani l'accesso a Gerusalemme, rimasta musulmana.
Oltre alle battaglie, la vita di Saladino è ricca di aneddoti che ne dipingono il carattere. Era noto per la sua generosità: fonti contemporanee raccontano che distribuiva ricchezze ai poveri e ai soldati, morendo quasi in povertà nonostante il suo impero. Un curioso episodio riguarda la sua infanzia: da bambino, fu espulso da Tikrit con la famiglia dopo che suo padre offese un governatore locale, un evento che lo segnò profondamente. Saladino era anche un devoto musulmano sunnita, promuovendo madrasse e ospedali; fondò istituzioni educative a Il Cairo e Damasco, enfatizzando lo studio delle scienze e della religione. Curiosità: era un abile giocatore di polo e amava la poesia, componendo versi in arabo. Nonostante la sua fama di guerriero, soffriva di salute fragile negli ultimi anni, con febbri ricorrenti. Morì il 4 marzo 1193 a Damasco, dopo una breve malattia, all'età di 55 anni. Il suo medico, il famoso filosofo Maimonide (un ebreo al suo servizio, a testimonianza della sua tolleranza), non poté salvarlo. Al momento della morte, il suo tesoro personale era così scarso che non bastò per il funerale; fu sepolto in una semplice tomba vicino alla Moschea degli Omayyadi.
Saladino lasciò un'eredità immensa: fondatore della dinastia Ayyubide, unificò il mondo musulmano dal Nord Africa all'Arabia, preparando il terreno per i Mamelucchi. In Occidente, fu romanticizzato come un cavaliere ideale, influenzando figure come Dante e Scott. Aneddoti lo descrivono come misericordioso: durante la conquista di Gerusalemme, pagò di tasca propria i riscatti di poveri cristiani. Una curiosità storica è il suo rapporto con le donne: ebbe diverse mogli e figli, ma promosse l'educazione femminile nella sua corte. Era anche un diplomatico astuto, alleandosi con Bizantini contro i Crociati. Oggi, Saladino è un simbolo di resistenza e unità islamica, con statue in Medio Oriente e riferimenti in film come "Il Regno dei Cieli". La sua vita, un misto di strategia militare, pietà religiosa e umanità, lo rende una figura senza tempo, celebrata per aver cambiato il corso delle Crociate senza mai perdere la sua integrità morale.
Fonti: britannica.com-worldhistory.org-jstore.org

storia affascinante
RispondiEliminaFigura storica
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